Con la protezione del califfo di Baghdad nacque sull'antico suolo persiano anche la dinastia dei Chorasmiani, cosiddetta proprio dalla regione della Chorasmia cui fu preposto come governatore nel 1077 Anushtigin da parte dei Selgiuchidi. Nacque dunque come vassalla dei selgiuchidi una della dinastie più importanti della storia dell'antica Iran, vassalla almeno fino a quando Ala ad-Din Tekish, successore di Anushtigin, sconfisse anche l'ultimo sovrano selgiuchide, impadronendosi della Persia. Fu Muhammad, figlio di Tekish, nel 1200, a inanellare una vittoria militare dietro l'altra che lo portò a sottomettere i Khara-Khitani e i loro territori, mettendo in piedi un vastissimo impero che era compreso tra il fiume Indo, Baghdad e il Mar Caspio e di cui egli si autoproclamò shah.
La fortuna dell'Impero Chorasmiano, tuttavia, finì tragicamente per il gesto maldestro del governatore della città di Otrar che fece giustiziare alcuni emissari di Gengis Khan accusati di spionaggio: la vendetta del terribile re mongolo non si fece attendere e si scatenò in tutta la sua furia contro la maggior parte delle città chorasmiane tra cui le note Samarcanda, Nishapur, Bukhara e Merv. Il sovrano Ala ad-Din Muhammad dovette fuggire in tutta fretta su un'isola del Mar Caspio, dove morì poco dopo pur essendo scampato alla vendetta rabbiosa dei Mongoli.Il figlio di Muhammad, Jalal ad-Din Mingburnu, provò a vendicare il padre e il suo regno contro i Mongoli, ma la pesante sconfitta subita dai Selgiuchidi di Rum e dai loro alleati Ayyubidi fu l'ultima della storia dei Chorasmiani, finita proprio nel 1221 con l'assassinio di Jalal ad-Din Mingburnu.
Resterà traccia nella storia ancora dell'ultimo sovrano chorasmiano grazie ad alcuni suoi seguaci che, presi come mercenari sotto i Mammelucchi, avrebbero partecipato alla presa di Gerusalemme del 1244, episodio che diede origine alla settima crociata dei cristiani contro i musulmani.
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