Fu Aga Muhammed Khān a riunire sotto di sé i Turchi Cagiari nel 1779 e a prendersi poco a poco l'antico Regno Safavide scegliendo poi come capitale Tehran.
Il Regno Cagiaro in Iran, in realtà, non è tanto noto per le prodezze militari e politiche di Aga Khān e dei suoi successori, quanto per la tirannia che lo ha caratterizzato e le discutibili scelte economiche che hanno messo nelle mani di paesi stranieri importanti aspetti strategici dell'economia persiana. Già alle porte del XIX secolo, infatti, Russi e Inglesi cominciarono a interessarsi all'Iran, i primi con mire sul Golfo Persico (per aprire varchi e sbocchi commerciali sull'India), i secondi proprio perché intenzionati a evitare che i Russi ne prendessero possesso, per non perdere i rapporti privilegiati di sempre con i contesi indiani. Fath Ali Shāh era nel frattempo talmente concentrato sull'arte e sulle sue collezioni private che non si fece scrupolo di affidare il controllo di ingenti risorse naturali agli stranieri. I Russi presero a controllare tutta la zona settentrionale dell'Iran; agli Inglesi, invece, restava il controllo del sud. Ben presto però si diffuse il malcontento popolare per la svendita delle risorse persiane agli stranieri (miniere, banche, ferrovie...) e gli stessi successori di Fath Ali furono messi in grosse difficoltà e costretti a rivedere numerose concessioni.
Sul piano politico, tuttavia, risale proprio al periodo cagiaro la promulgazione della prima Costituzione iraniana, che fece seguito alla nascita del primo Parlamento della storia iraniana, il Majlis (1906), introdotto da Muzaffar al-Din (1896-1907). Questo però fu solo un accenno di democrazia per una casa reale che restava vittima delle manovre esterne di Russi e Inglesi cosicché, già nel 1908, lo spietato Shāh Mohammed Alī fece un passo indietro e istituì una dittatura e persino la legge marziale in Iran.
Il periodo fu caratterizzato da una commistione d di democrazia e chiusure liberticide, che denotava la debolezza dell'intera dinastia cagiara , incapace di governare da sé il paese e di sottrarsi alle influenze esterne, ancora di più sotto il regno del giovanissimo Shāh Ahmad che da un lato abolì il parlamento rendendolo illegittimo, e poi cedette di fatto il controllo del paese agli Inglesi, preoccupati, alla vigilia della Prima guerra mondiale, dalla presenza tedesca in Iraq e dalla crescente influenza della Russia comunista.




