La religione ufficiale in Iran è l’Islam di corrente sciita, praticato da una percentuale superiore al 95% della popolazione. Solo il 4% della popolazione iraniana è costituito da musulmani sunniti.Tuttavia, la maggioranza dei seguaci dell’Islam (circa l’83%, pari a 680 milioni di persone) sono sunniti, cioè seguono un'altra tradizione rituale e dottrinale, il cui nome deriva dal concetto di sunna, la tradizione più antica di norme etiche stabilite in base alle parole e agli atti di Maometto, che in arabo sono chiamati hadith e sono considerati, insieme al Corano, come le fonti principali della legge islamica.>
La corrente degli sciiti si differenzia da quella dei sunniti per origini e concezioni teologiche. In origine la parola “sciiti” stava a indicare i seguaci del partito di Alì (che in arabo sono detti shiah). Cugino e genero di Maometto e quarto califfo dell’Islam, Alì viene considerato da molti sciiti come l'unico discendente legittimo del Profeta. Per gli sciiti i tre califfi precedenti, riconosciuti invece dai sunniti, sarebbero degli usurpatori e, con essi, anche i fondatori della dinastia degli Omayyadi.
I primi seguaci di Alì (assassinato nel 661) furono i Kharigiti, che in seguito si separarono da lui. Dopo questa fase di lotte politiche, in epoca Omayyade (661-750), vennero elaborati principi teologici caratteristici della comunità sciita. Questa dottrina teologica venne adottata dalle correnti rimaste fedeli alla tradizione che riconosceva in Alì il depositario della segreta essenza dell’Islam, un sapere esoterico trasmessogli direttamente da Maometto. Per loro, i detentori di questa antica sapienza sarebbero i legittimi discendenti di Alì, che sono venerati come imam, quindi come “guide” della comunità. A tutti gli imam vengono attribuiti poteri sovrannaturali, come il dono dell'ineffabilità e la capacità di compiere miracoli, e sono ritenuti i garanti dell’esistenza dell’universo, per mezzo della loro forza vitale.
La definizione della discendenza di Alì è molto problematica perché ebbe numerosi figli da mogli diverse, ed è alla base della divisione in correnti che presto caratterizzò la religione sciita: se la maggior parte dei gruppi riconoscono come imam soltanto i diretti discendenti della genealogia risalente ad Alì e a Fatima (la figlia di Maometto), esistono vari gruppi,come quello dei califfi abbasidi, che rivendicarono la loro discendenza da uno dei figli di Alì, avuto da un’altra moglie.
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