Fu la prima iraniana e anche la prima donna musulmana a ottenere il Premio Nobel per la pace il 10 dicembre 2003. Nata a Hamadan nella parte nord-occidentale del Paese, il padre di Shirin Ebadi, Mohammad Ali Ebadi, era docente di diritto commerciale.
La sua famiglia si trasferì a Tehran nel1948. Nel 1965 cominciarono i suoi studi di Giurisprudenza presso l'Università di Tehran e subito dopo la laurea diede l’esame per diventare magistrato. Nella primavera del 1969 cominciò la sua carriera, proseguendo nel contempo gli studi fino a ottenere, nel 1971, un dottorato in Diritto privato.
Dal 1975 al 1979 fu presidente di una sezione del tribunale di Tehran.
Dopo la Rivoluzione Islamica fu costretta, come tutte le donne giudice, ad abbandonare la magistratura e solo dopo ampie proteste le fu riconosciuta la possibilità di collaborare nel tribunale con il ruolo di “esperta in legge”.
Shirin Ebadi trovò intollerabile la sua retrocessione e per alcuni anni la sua attività fu limitata alla pubblicazione di libri e articoli di giornale. Solo nel 1992 ottenne l’autorizzazione a operare come avvocato e aprì uno studio proprio. Nel 1994 tra i fondatori della “Society for Protecting the Child's Rights" un'associazione non governativa della quale è dirigente anche adesso.
Nel 1997 ebbe un ruolo di rilievo nella campagna di sostegno al presidente riformista Mohammad Khatami. Come avvocato è solita occuparsi di casi che coinvolgono liberali e dissidenti che entrano in conflitto con il sistema giudiziario iraniano. Questo, infatti, resta uno dei bastioni dell’ala più conservatrice del governo. Spesso è parte civile in processi contro i membri dei servizi segreti iraniani.
Nel 2000 diffuse un video che conteneva la confessione di un militante di un gruppo di fondamentalisti islamici risultato segretamente ingaggiato dai conservatori per spaventare i riformisti attraverso spedizioni intimidatorie e incursioni durante le assemblee e le manifestazioni. In seguito a questo fu accusata di disturbo alla quiete pubblica.
Il processo si concluse con una condanna all’interdizione e la sospensione dall’attività di avvocato per cinque anni. In seguito la condanna fu ridotta. Attualmente Shirin Ebadi è docente presso l’Università di Tehran e attiva sostenitrice dei movimenti per i diritti femminili e dei bambini.




