Ferdowsi nacque nella provincia del Razavi Khorasan, in un villaggio presso Tus, nel 935. Suo padre fu un ricco proprietario terriero. La sua grandiosa opera epico-letteraria chiamata Shāhnāmeh ("Codice Regio"), alla quale dedicò quasi tutta la sua vita, fu composta per essere presentata ai sovrani Samanidi del Khorasan, che erano i capofila del movimento di rinascita culturale iranica dopo la conquista del Paese da parte degli Arabi.
All’età di 23 anni scoprì uno “Shāhnāmeh” scritto da Abu Mansur al-Mo'ammari, che tuttavia non era in forma poetica. Era una vecchia versione commissionata da Abu Mansur ibn Abdol-Razzaq. Ferdowsi avviò la composizione del suo Shāhnāmeh nel 977. Nel corso della vita di Ferdowsi, la dinastia Samanide fu abbattuta dall'Impero Ghaznavide. Dopo più di trent'anni di duro lavoro, Ferdowsi completò la scrittura del poema e, due o tre anni dopo, andò a Ghazni, capitale ghaznavide, per presentarlo al Sultano.
I testi medievali citano spesso lo scarso interesse mostrato dal nuovo sovrano, il Sultano Mahmud di Ghazni, nei confronti di Ferdowsi e del suo Codice Regio. Secondo gli storici Mahmud aveva promesso a Ferdowsi 60.000 dīnār ma in seguito ritrattò e gli donò appena 20.000 dirham, (che avevano un valore decisamente inferiore rispetto al dīnār).
Alcuni storici sostengono che questo tradimento fosse causato dalla gelosia e dalle invidie degli altri poeti che lavoravano alla corte reale; l'incidente rinforzò la posizione dei nemici di Ferdowsi presenti a corte. Ferdowsi rifiutò il denaro anzi, secondo alcune fonti, lo donò a un uomo povero che vendeva vino. Dopo aver peregrinato per un periodo nel Sistan e nel Mazandaran, egli ritornò infine a Tus. Si ritiene che Ferdowsi sia morto, in estrema povertà, all'età di 90 anni, amareggiato per il trattamento riservatagli dal sovrano Ghaznavide eppure pienamente fiducioso del successo finale della sua opera e della fama che sarebbe arrivata postuma. Ferdowsi fu seppellito nel cortile della sua abitazione, dove oggi si trova il suo Mausoleo, edificato durante il regno di Reza Shah Pahlavi nel 1925.
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