Hashemi RafsanjaniAlla morte di Ayatollah Khomeini, alla presidenza del paese fu eletto Alì Akbar Hashemi Rafsanjani. Fedelissimo di Khomeini, questi cercò di migliorare le relazioni con l’occidente e di trovare una via di compromesso fra i gruppi conservatori e l’ala moderata, che auspicava la modernizzazione del paese.

Avviò relazioni diplomatiche con Cina, India, Turchia e con le Repubbliche caucasiche e centroasiatiche sorte dalle ceneri dell’Unione Sovietica. Tehran si mantenne neutrale durante la guerra del Golfo (1991); al termine delle ostilità sostenne tuttavia la ribellione sciita nel sud dell’Iraq.

Per quanto riguarda la situazione interna, il degrado dell’economia destò un crescente malcontento; il regime conobbe anche l’inizio di una lotta tra conservatori e liberali, che sostenevano una parziale apertura del regime.

I conservatori si vinsero le elezioni legislative del 1996, ma non riuscirono a porre un freno il malcontento, alle aspirazioni democratiche e allo sviluppo sociale.

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