Il bazar di Tehran può essere tranquillamente considerato il cuore pulsante dell'economia dell'intero Paese, una vera e propria città nella città, fatta di numerose stradine affollate e "malsane", che si srotolano nel nucleo nella capitale per circa 10 km complessivi di stretti corridoi. Costruito con i primi negozietti alla fine del XIX secolo, il Gran Bazar, così fu chiamato in origine, nasce con un'originaria divisione settoriale che separava i 36 bazar iniziali a seconda delle merci esposte; attualmente la divisione è mantenuta in gran parte, ma molti "bazari" hanno ormai abbandonato l'antico cuore commerciale di Tehran per aprire nuovi negozi nella zona residenziale a nord della capitale.
Non manca nulla al gran bazar di Tehran: tra le sue vie si possono trovare non solo semplici bancarelle su cui viene mercanteggiato di tutto, dalle spezie alla seta ai tappeti agli oggetti in rame, oro o carta, sempre con incredibile abilità da parte dei commercianti, ma è qui che si trovano anche moschee, modesti alloggi per i visitatori, rilassanti "case del tè" e qualche banca. Paradossalmente la vera attività finanziaria non si svolge all'interno delle banche ma tra le stesse bancarelle, perché è qui, nel cuore vecchio di Tehran, che si fissano giornalmente i prezzi dei generi di prima necessità, come in un vero e proprio mercato finanziario.
Si consiglia di fare un giro nel gran bazar della capitale di giorno, quando ancora la merce è abbondante e di qualità, dal sabato mattina al giovedì, senza lasciarsi scoraggiare troppo dal degrado che balza subito all'occhio e che non deve rischiare di offuscare comunque il fascino della compravendita. Gli odori forti, o vapori, il caos e i colori sgargianti fanno parte integrante del suo fascino, costituendone la vera anima.
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