Grande città di 2 milioni di abitanti, Mashhad è la prima città santa dell'Iran dacché ospita il Mausoleo dell'Imam Reza, ottavo e più importante imam sciita, diretto discendente del profeta Maometto, sepolto a Mashhad nell'817.
L'Imam Reza, all'età di 35 anni, succedette a suo padre quando morì nel 799 prigioniero a Baghdad del califfo abasside Hārūn al-Rashid e divenne quindi l'ottavo imam sciita. Egli fu subito mal voluto dal califfo Ma'mūn, che lo vide naturalmente come una minaccia al suo potere temporale e spirituale e lo costrinse ben presto all'esilio. Ma l'esilio non ostacolò la fama popolare del giovane imam, anzi, arrivò al punto da costringere il califfo ad avvelenarlo somministrandogli veleno con succo di melograno e uva. Il corpo dell'imam, sepolto appunto a Mashhad, fu occultato di notte per evitare al popolo dei fedeli un dolore troppo forte.
La storia della città è legata alla leggenda dell'ottavo imam e al suo imponente mausoleo; il santuario è stato più volte distrutto durante le invasioni straniere e più volte ricostruito; fu restaurato definitivamente sotto la dominazione mongola.
Il santuario fu ampliato nel XV secolo da Shah Rokh, figlio di Tamerlano, e nello stesso periodo venne fatta costruire una moschea, ma solo con la dinastia safavide, alla fine del XVI secolo, Mashhad e il suo mausoleo sono divenuti una effettiva meta di pellegrinaggio sciita in conseguenza del fatto che i sovrani safavidi proclamarono per la prima volta la religione islamica sciita religione di stato. Ingenti furono gli investimenti su Mashhad da parte della dinastia safavide.
A Mashhad non si trova solo il mausoleo dell'Imam Reza ma anche la Tomba di Ferdosi, famoso e apprezzato poeta persiano del IV secolo.
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